CULTURE DEL MONDO

conoscere, analizzare e interpretare

lunedì 31 marzo 2008

A proposito Scienze Sociali

Università di Sassari

Dipartimento di Economia Istituzioni e Società

Dottorato in Scienze Sociali

Facoltà di Lettere e Filosofia

Giovedì 24 aprile 2008 - Aula 2b ore 12

Prof. Filippo ZERILLI

Università di Cagliari

Elogio della corruzione.

Per una etnografia dei discorsi e delle pratiche illegali in Romania

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Facoltà di Lettere e Filosofia

Martedì 29 aprile 2008 - Aula 2b ore 12

Prof.ssa Veronica REDINI

Università di Perugia

Abitare il movimento.

Luoghi, merci e imprenditori italiani in Romania

Filippo Zerilli è ricercatore nella Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Cagliari, dove insegna Antropologia culturale. Si è occupato a lungo di storia dell’antropologia, con particolare riferimento ai classici dell’etnologia francese. Da oltre un decennio svolge ricerche etnografiche in Romania su questioni di antropologia del diritto e della proprietà. Tema del seminario: nei contesti post-socialisti la “corruzione” viene solitamente descritta come un fenomeno endemico che impedisce il funzionamento delle istituzioni democratiche. A partire da esempi etnografici romeni, invece di chiederci come sradicare le corruzione, si cercherà di mostrarne l'interesse, sottolineando come le immagini, le pratiche e i discorsi sulla corruzione e l'illegalità funzionano come potenti operatori simbolici che servono strategicamente a istituire relazioni di identità e differenza, inclusione ed esclusione.

Veronica Redini insegna Storia dell’antropologia presso l’Università di Perugia e Antropologia dello sviluppo presso l’Università di Firenze. Si occupa di antropologia economica e ha svolto ricerca in Romania sull’attività delle aziende italiane delocalizzate a Cluj-Napoca e a Timişoara. Tema del seminario: in questo intervento si esamina la nozione di luogo nella interpretazione economica della delocalizzazione produttiva italiana in Romania. L’interpretazione dello spostamento delle aziende occidentali verso paesi “a basso costo di manodopera” ruota intorno all’inscrizione nei territori di specifiche potenzialità per l’attività produttiva, oggettivando e veicolando una accezione statica dei luoghi, delle attività che vi si inscrivono e dei prodotti che ne sono il risultato. Attraverso il contributo dell’etnografia e del panorama conoscitivo dell’antropologia economica si intende mostrare come le procedure della delocalizzazione facciano leva sulla dislocazione dei luoghi produttivi, dei prodotti e dei mercati, tanto più quanto ribadiscono la localizzazione dei valori identitari che a questi elementi vengono associati.

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