CULTURE DEL MONDO

conoscere, analizzare e interpretare

mercoledì 7 novembre 2007

Acronimi all'italiana

Dovendoci far un'idea sul ruolo e sulla funzione degli acronimi, la prima che ci viene in mente è quella di una "sigla" (per volgarizzarne il concetto) che ci rimanda ad un oggetto/contesto che richiama, o meglio ci rinvia a tutta una serie complessa di vocabili indicanti in modalità abbreviata l'insieme di significanti e significati.
Dunque come si evince dal titolo del presente post, parliamo (più precisamente scriviamo...) di acronimi all'italiana: D.C., ossia Democrazia Cristiana; P.C.I., ossia Partito Comunista Italiano. Due importanti partiti politici italiani che nell'arco di circa un cinquantennio hanno nel bene e nel male plasmato la vita politica, economica, sociale e culturale del Bel Paese. Hanno accompagnato l'Italia ed il suo popolo al confine con la repubblica mai nata: la seconda.
E' arrivato il bipolorismo, l'isterismo di coalizione, l'instabilità di governo, recessione economica e continui proclami di ripresa. Poi l'attuale situazione politica, economica, sociale e culturale del Bel Paese.
Nel corso di questi anni abbiam visto alberi e fiori crescere, appassirsi e sradicarsi. La politica entrare in fase di stallo.
Poi finalmente il giorno del nuovo acronimo: ossia P.D. che sta per Partito Democratico. Quel partito democratico che secondo alcuni dovrebbe dar inizio al processo di strutturazione di un sistema bipartico all'americana (intendendo per americana alla statunitense), ma così non è affatto: intanto perchè ci troviamo in Italia, perchè abbiamo una legge elettorale che risulta essere un eterno cantiere. E semplicemente perchè noi non siamo gli Stati Uniti d'America. Qualcuno fa finta di pensarlo, sapendo che così non è, e guarda in avanti ignaro dell'assetto politico, sociale e culturale proprio del nostro Paese.
I fatti sono altri: il partito D.S. (altro acronimo all'italiana indicante quello dei Democratici di Sinistra) sta cercando di avviare e far crescere un nuovo progetto partitico con il P.D., partendo dalla fusione floreale con il partito della Margherita; di fatto non si tratta di una fusione, ma di un'assimilazione che sa più operazione di restyling del partito dei Democratici di Sinistra che non dell'effettivanascita di un nuovo partito. L'operazione è quella con una dinamica che potremo chiamere di "Cappuccetto Rosso", ossia i D.S. che si mangiano la Margherita, e così facendo ne annullerebbero il substrato politico culturale, tendenzialmente centrista. Il P.D. in conclusione, come si vocifera e si auspica da più parti non sarà un grande partito di Centro-Sinistra, rievocheggiante a luoghi il ruolo della vecchia Democrazia Cristiana (paragone tra l'altro impossibile da fare!), ma qualcosa di differente: un partito al prezzo di due.


J.P. Bourne

5 commenti:

amalteo ha detto...

anche questo mi sembra un giudizio ex ante, mentre dagli analisti sarebbe bene avere giudizi ex post. o perlomeno ex durante
il fatto che abbiano votato in tre milioni e mezzo per te non conta nulla?
e non usare l'argomento che hanno votato solo gli iscritti dei due partiti donatari. gli (mannheimer, diamanti, ricolfi) . la base di voto è stata ben più ampia.
immagino che le tue opinioni siano diverse, ma ad un analista culturale non dobrebbe sfiggire l'imprtanza di un processo di semplificazione del sistema politico italiano (che deve essere sostenuto da una legge elettorale congruente) e della elaborazione di una cultura politica derivante da due eredità del sistena dei partiti del secondo novecento
grazie per l'attenzione

Anonimo ha detto...

Caro Amalteo,
son felicissimo che tu abbia commentato il mio post (segnale positivo per questa mia iniziativa)e proprio per questo ti ringrazio infinitamente.Premesso Ciò,a mio avviso in analisi (qualunque tipo di analisi!)è o meglio sarebbe oppurtuno)fare anche delle previsioni, ed io questo mi son concesso di fare. Magari sbagliando. Peò l'ho fatto. Ognuno di noi (persone comuni o meno!), anche chi si occupa di "analisi culturale" ha secondo me due visioni prospettiche: ossia soggettiva-oggettiva ed oggettiva-soggettiva; mi concedo un ultra: il metodo biunivoco macro-micro e viceversa micro-macro. Detto ciò penso che quanto io ho espresso circa il neonato P.D. è perchè evidentemente una qualche previsione, partendo da un'analisi diacronica, mi sia concessa, ed in secondo luogo perchè credo che ormai il Belpaese attraversi una fase caotica in termini per cosi "epistemologico-politici" che dura ormai da quel del 1992.
Corsi e ricorsi storici. A buon intenditor...
Sicuramente non son stato esaustivo (tutt'altro), però spero che anche grazie al tuo contributo vi possa essere per il futuro in questo spazio il tempo ed il modo per approfondire l'argomento.

Cordialmente.

J.P. Bourne

amalteo ha detto...

grazie per la risposta, bourne
se ti interessa ho fatto una mia analisi - non da osservatore ma da elettore interessato , qui:
http://amalteo.splinder.com/post/14204685/Partito+Democratico%3A+le+ragion

Anonimo ha detto...

Grazie Amalteo: la tua analisi è superlativa, e ne farò tesoro. Comunque continuo a pensare, e lo farò anche in futuro che in un sistema politico caotico come questo arà difficile mettere in essere delle innovazioni, nonchè uno sfoltimento del sistema partitocratico se se non si leggerà in maniera obbiettiva la storia italiana del '900, soprattutto quella degli ultimitre lustri.

Cordialmente.

Bourne

P.S.: confido in te ed in tutti coloro che volessero contribuire a sviluppare l'eterogeneo dibattito di World-Culture.

amalteo ha detto...

sì, caro bourne
verrò a trovarti con regolarità
ho imparato ad usare l'aggregatore google reader
è fantastico
non perde un post
ciao

Ascoltare in silenzio

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